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Documento
Supplica dei poveri Lorenzo Capisano e sua moglie Anna Maria di Biella per ottenere un sussidio stante la loro estrema miseria condivisa con un figlio lattante affidato a una nutrice
Data: 31 marzo 1772
La supplica è senza data, la data indicata è quella della risposta.
Data topica Biella
I supplicanti avevano già ottenuto un aiuto per pagare la balia per un periodo di sette mesi (anche grazie alla "fede" sottoscritta dal vicario don Soto in data 24 settembre 1771. Si trattava, però, di prolungare il periodo di allattamento fino al raggiungimento del tredicesimo o quattordicesimo mese del bambino, epoca alla quale gli sarebbe stato tolto i latte.
La supplica fu redatta da tale provicario (?) don Tempia e accolta dal presidente dell'istituto, Giuseppe Maria Vialardi (sindaco di Biella) e dai tre consiglieri Alessandro Viana, Carlo Felice Rondi e Giuseppe Felice Marandono.
Il versamento di tre lire una tantum in favore dei coniugi Capisano sarebbe stato effettuato direttamente dall'affittuario "delle quattro recente stanze costrutte esistenti nel Pallazzo dell'Ospedale Maggiore per non esservi alchun fondo", Nicola Ferrara (in riferimento al palazzo presso la chiesa di San Giacomo al Piazzo) a scarico del canone della sua locazione.
La supplica fu redatta da tale provicario (?) don Tempia e accolta dal presidente dell'istituto, Giuseppe Maria Vialardi (sindaco di Biella) e dai tre consiglieri Alessandro Viana, Carlo Felice Rondi e Giuseppe Felice Marandono.
Il versamento di tre lire una tantum in favore dei coniugi Capisano sarebbe stato effettuato direttamente dall'affittuario "delle quattro recente stanze costrutte esistenti nel Pallazzo dell'Ospedale Maggiore per non esservi alchun fondo", Nicola Ferrara (in riferimento al palazzo presso la chiesa di San Giacomo al Piazzo) a scarico del canone della sua locazione.