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Documento
Supplica del povero Pietro Sabarino di Biella per ottenere un sussidio stante la sua estrema miseria condivisa con la moglie Maria e sei figli, uno dei quali studente di pittura all'Accademia di Torino
Data: circa 1770
La supplica è senza data.
Data topica Biella
Il supplicante rivolgeva la sua richiesta di aiuto soprattutto per poter continuare a sostenere il figlio Sebastiano che, dopo aver lavorato in città nella bottega del pittore Giuseppe (Auregio) Termine, era riuscito a essere ammesso ai corsi dell'Accademia di Belle Arti di Torino. Il giovane Sabarino (o Sabbarino), che studiava da "pittore figurista", poteva fare una certa carriera e poteva essere, a detta del padre, il degno erede dello stesso Termine, all'epoca della supplica "già molto invecchiato". Si trattava di seguire l'esempio degli "attenti agricoltori che sogliono nutrire giovani piante per poscia trapiantarle a suo tempo in luogo delle cadenti". La supplica fu redatta gratuitamente da Carlo Felice Rondi e sottoscritta anche dal supplicante Pietro Francesco Sabbarino.