Inventario
Oggetto
Giovanni Giani - Chiesetta di Andrate (Santuario biellese)
Data: 1923 - 1923
data
Indicazioni sul soggetto
Facciata di chiesa con portale sormontato da architrave, ai lati finestrelle rettangolari anch'esse sormontate da architrave; quinta di alberi a sinistra.
Come risulta da un elenco manoscritto relativo alle opere appartenute a Enrico Guagno, pervenuto all’atto della donazione della collezione, il piccolo dipinto, acquistato nel 1927, è menzionato con il titolo Santuario biellese
(Chiesetta di Andrate). Non sono rari gli scorci di Andrate, piccolo borgo del Canavese, che Giani ritrae nelle sue opere. Ne sono testimonianza diversi lavori che egli espose alle mostre torinesi presso il Circolo degli Artisti e alla Promotrice delle Belle Arti, dipinti che purtroppo non vennero riprodotti nei cataloghi e oggi di ubicazione sconosciuta. Tra essi si trovano La pianura da Andrate (Circolo degli Artisti, 1923), Un cantuccio d’Andrate (Circolo degli Artisti, 1928), Case di Andrate (Promotrice, 1930) e Casa del parroco ad Andrate, esposto alla mostra commemorativa del 1938. È noto che Giani frequentasse anche il vicino Biellese e il cenacolo artistico di Camburzano, dove Leonardo Bistolfi insieme ad altri artisti e intellettuali era solito ritrovarsi nei mesi estivi. Fu proprio qui che, accanto allo scultore casalese, Giani lavorò alla decorazione parietale della tomba Ferraria nel cimitero del paese. La tavoletta in esame, risalente al 1923, quindi alla piena maturità dell’artista, appartiene a un filone non così usuale della sua produzione, che si indirizzò principalmente verso scene di gusto neoromantico, tanto apprezzate dal collezionismo di gusto borghese. Spetta al critico Emilio Zanzi il merito di avere posto l’accento sull’attività, meno nota, di paesaggista nel testo critico per la mostra commemorativa del 1938, rilevando la qualità di questi studi dal vero affermando che “questi piccoli bozzetti sono in verità preziosi e degni
di essere collocati fra le meglio realizzate opere paesistiche del Giani” (Zanzi 1938). In questo filone si inserisce appieno la tavoletta in oggetto, tutta incentrata su giochi di luci e ombre che le ampie chiome degli alberi disegnano sulla facciata della chiesa, fondendosi in un cromatismo brillante.
(Chiesetta di Andrate). Non sono rari gli scorci di Andrate, piccolo borgo del Canavese, che Giani ritrae nelle sue opere. Ne sono testimonianza diversi lavori che egli espose alle mostre torinesi presso il Circolo degli Artisti e alla Promotrice delle Belle Arti, dipinti che purtroppo non vennero riprodotti nei cataloghi e oggi di ubicazione sconosciuta. Tra essi si trovano La pianura da Andrate (Circolo degli Artisti, 1923), Un cantuccio d’Andrate (Circolo degli Artisti, 1928), Case di Andrate (Promotrice, 1930) e Casa del parroco ad Andrate, esposto alla mostra commemorativa del 1938. È noto che Giani frequentasse anche il vicino Biellese e il cenacolo artistico di Camburzano, dove Leonardo Bistolfi insieme ad altri artisti e intellettuali era solito ritrovarsi nei mesi estivi. Fu proprio qui che, accanto allo scultore casalese, Giani lavorò alla decorazione parietale della tomba Ferraria nel cimitero del paese. La tavoletta in esame, risalente al 1923, quindi alla piena maturità dell’artista, appartiene a un filone non così usuale della sua produzione, che si indirizzò principalmente verso scene di gusto neoromantico, tanto apprezzate dal collezionismo di gusto borghese. Spetta al critico Emilio Zanzi il merito di avere posto l’accento sull’attività, meno nota, di paesaggista nel testo critico per la mostra commemorativa del 1938, rilevando la qualità di questi studi dal vero affermando che “questi piccoli bozzetti sono in verità preziosi e degni
di essere collocati fra le meglio realizzate opere paesistiche del Giani” (Zanzi 1938). In questo filone si inserisce appieno la tavoletta in oggetto, tutta incentrata su giochi di luci e ombre che le ampie chiome degli alberi disegnano sulla facciata della chiesa, fondendosi in un cromatismo brillante.