Inventario
Oggetto
Giovanni Piumati - Cantuccio dell'orto
Data: 1902 - 1956
data
Indicazioni sul soggetto
Paesaggio (interno rustico)
Datata 1901, l’opera fu presentata l’anno successivo alla Prima Esposizione Quadriennale di Torino, dove venne acquistata dall’ingegner Enrico Guagno. Allievo prediletto di Antonio Fontanesi, Giovanni Piumati, pur avendo esordito alla Promotrice del 1873, non nasceva solo come pittore ma, avendo condotto studi giuridici e umanistici, fu anche un apprezzato professionista e un fine intellettuale di portata europea. Per circa un decennio a partire dal 1877 aveva insegnato all’Università Renana di Bonn e al Conservatorio di musica di Colonia, riuscendo tuttavia a mantenere una presenza abbastanza regolare alle esposizioni torinesi. Rientrato in Italia, considerato il maggior conoscitore della lingua italiana del XIV e XV secolo, gli verrà affidata la trascrizione del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, a cui seguirà anche quella del Codice sul volo degli uccelli, vere e proprie imprese che ne segneranno anche lo stato di salute, ma che gli riserveranno successo e stima dal mondo accademico, impegnandolo fino quasi alla morte. Nonostante gli impegni professionali, non rinunciò mai a dipingere e a esporre le proprie opere. La sua ricerca pittorica, come documenta il Cantuccio nell’orto, si rivolse soprattutto verso il tentativo di conciliare la fedeltà alla tradizione paesaggistica piemontese, di eco fontanesiana, con la nuova sensibilità simbolista. La rustica semplicità dello spunto paesaggistico, reso originale dal taglio dello scorcio, trae vigore dalla raffinata ricerca cromatica, in cui prevalgono i toni verdi dai più teneri ai più brillanti e una pennellata vivace che predilige l’attenzione per i particolari.