Inventario
Transazione d'una lite con convegno tra questa Comunità ed il Signor Medico Ajmone
"Questa Comunità ebbe ad evocare nanti il Regio Tribunale di Prefettura di Biella l'Ill.mo Signor Medico Pietro Paolo fu Sig. Francesco Antonio Ajmone residente a Coggiola qual proprietario, unitamente alli suoi figli infra intervenuti, d'una macchina a lanificio in questo luogo, per un dritto ossia bocchetto d'acqua da cui si derivava una piccola roggia per inaffiare una pezza prato propria di questa Comunità di circa tavole sessanta, ed altresì per l'uso d'un maceratojo comunale...". Il Tribunale di Prefettura in data 27 marzo 1846 aveva dato ragione al Comnue di Pray e aveva condannato il proprietario del lanificio (e del relativo canale di alimentazione) a riaprire il suddetto "bocchetto" a vantaggio dei beni comunali, ma il dottor Ajmone era ricorso in appello e si era ancora in attesa di giudizio. Nel frattempo la situazione non era cambiata e il Comune di Pray pensò di arrivare a una transazione coi figli del medico, ovvero don Giovanni, parroco di Pray, Antonio e Paolo. La transazione prevedeva la possibilità per gli Ajmone di modificare il percorso della roggia, ma li obbligava a consentire l'apertura periodica (settimanale e solo per alcuni mesi all'anno) del "bocchetto". Se la Regia Intendenza della Provincia di Biella avesse accolto la deliberazione del "raddoppiato Consiglio Comunale di Pray", le parti avrebbero sottoscritto la convenzione appositamente redatta dal notaio Giovanni Antonio Garlanda di Strona