Inventario
Oggetto
Giovanni Battista De Gubernatis, Veduta di casa Masserano al Vernato
Data: prima metà XIX sec.
bibliografia
data di creazione
Indicazioni sul soggetto
Veduta di una abitazione antica con la facciata ornata dai resti di un portale e, al primo piano, da due finestre in cotto. Una cornice marcapiano in cotto prosegue sulla sinistra a delimitare un arco merlato, dietro al quale è visibile il lato sinistro dell'abitazione, con arcate tamponate. Sotto l'arco è seduto un uomo in abito popolare.
Come attestano alcune iscrizioni, l'acquerello fu acquistato da Enrico Guagno nel 1939 a Firenze. Probabilmente il nome di De Gubernatis accompagnava già allora l'opera: non si spiegherebbe facilmente in caso contrario il riferimento a un artista che prima della mostra e della monografia del 1969 non poteva essere molto conosciuto, essendo la quasi totalità della sua produzione conservata presso i Musei Civici di Torino. La supposizione che il dipinto possa essere giunto a Firenze tramite la famiglia Ferrero Lamarmora, avanzata dallo stesso collezionista anche se apparentemente senza appigli documentari, è plausibile. Il riferimento a Giovanni Battista De Gubernatis è stato per ora convalidato solo da Sciolla, che ha proposto di datare l'opera al 1830, epoca "del secondo viaggio biellese" e "momento in cui l'artista mostra un fare lucido, di gusto neogotico, sulla linea delle illustrazioni che compaiono nelle guide di viaggio dell'epoca" (1981, p. 11). L'attribuzione è tuttavia pienamente convincente. Artista dilettante, De Gubernatis realizzò nei suoi numerosi soggiorni e spostamenti di lavoro centinaia di vedute e paesaggi all'acquarello, la cui altissima qualità prende avvio dalle lucide riprese prospettiche di Bagetti per raggiungere spesso visioni pittoresche di ascendenza romantica, in sintonia con gli esiti più precoci di altri artisti internazionali, e soprattutto anglosassoni. De Gubernatis si recò nel Biellese diverse volte. La prima nel 1797, anno a cui risale una attenta veduta del lago Mucrone (A. Passoni, 1969, fig. 2); al 1800 e al 1824 sono poi datate due vedute di Pollone e di Gaglianico (A. Passoni, 1969, fig. 15 e 88); quindi fu sul posto ancora nel 1830 quando realizzò una serie di vedute, acquarellate e terminate anche negli anni successivi (A. Passoni, fig. 130, 136, 137 e 147). Il foglio del Museo di Biella non ha più la luminosa nitidezza delle prove dei primi decenni dell'Ottocento, dove anche le ombre imprimono tagli