Inventario
Oggetto
Coroncina con elementi oscillanti e pendenti
Data: sec. XIX – seconda metà
La "ghirlanda", più semplice della "rete", era portata in capo per guarnire e tenere composte le chiome. L' oggetto fa parte di una serie di monili popolari per acconciature prodotti e diffusi in area vercellese e del basso biellese nella seconda metà del sec. XIX; venivano donati in genere in occasione del fidanzamento o del matrimonio. Generalmente in argento o argento dorato, venivano lavorati in un primo tempo in filigrana, poi per esigenze economiche e produttive con semplice tela in fili d'argento. Questa lavorazione, meno elaborata e costosa, permetteva di realizzare oggetti molto ricchi e sovente di notevoli dimensioni.
Nella "ghirlanda" sono applicati elementi a pendaglio che accrescono l'effetto decorativo dell'oggetto movimentandone la superficie secondo una caratteristica che si ritrova in tutta la produzione. La scarsezza di informazioni circa i luoghi di produzione e di consumo e la conseguente difficoltà di datazione di oggetti che parrebbero già in disuso nel primo decennio del XX sec. ha consentito di ipotizzare l'esistenza di una produzione locale coincidente ai luoghi di reperimento dei monili; ciò sarebbe avvalorato anche dalla disponibilità locale di materie prime e da alcune caratterizzazioni locali, es. la filigrana. E' tuttavia bene tener conto dell'esistenza di grandi ditte orefici in Torino specializzate in filigrana (voce FILIGRANA, in Enciclopedia delle Arti e Industrie, a cura di R. Pareto e G. Sacheri, Torino 1882, vol. III, pp. 566-568) che provvedevano agli ori per le valli e all'uso di recarsi a Torino dalla Savoia e da Delfinato per acquistare corredi da sposa (si veda P. CIAMBELLI, 1991, pp.9 e 13).
La produzione di "dorini" e filigrane doveva comunque essere fiorente nel Piemonte di metà secolo (Casalis, 1851, pp. 920-921) tanto che per evitare frodi si provvedette alla disciplina della vendita dei "dorini" con Regie Lettere Patenti, 3 maggio 1845. La tecnica dello stampaggio su lamina a basso titolo, realizzata con stampi, controstampi e matrici favoriva la produzione in serie di ornamenti molto vistosi, leggeri e poco costosi.
Pressoché identici oggetti si ritrovano quindi in analoghe raccolte, le più significative delle quali sono conservate al Museo di Arti e Tradizioni popolari di Roma, al Museo Leone di Vercelli e al Museo Civico d'Arte Antica di Torino (si veda bibliografia di confronto).