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Quinta adunanza generale ordinaria e straordinaria
Data: 1933-03-30
Ordine del giorno: 1) relazione dei sindaci e del consiglio di amministrazione; 2) presentazione del bilancio al 31 dicembre 1932 e deliberazioni relative; 3) determinazione del numero degli amministratori e loro nomine; 4) nomina di tre sindaci effettivi e due supplenti, determinazioni dell' emolumento sindacale ai sindaci effettivi uscenti. Parte straordinaria: 1) provvedimenti relativi alla causa ed alle domande in corso di rimborso mutui; 2) deliberazioni relative all' effettuazione della fusione della società con la ditta F.lli Ramella & c; 3) eventuale revoca del consiglio e successiva nomina di sette consiglieri , o quanto meno di nomina di una commissione straordinaria di tre membri per trattare e perfezionare la fusione con la ditta F.lli Ramella & c; 4) aumento del capitale sociale in conseguenza della fusione e relativa modifica dell'articolo 5 dello statuto sociale. Il presidente verificato dopo appello di avere 4000 azioni su 4000 aventi diritto al voto presenti dichiara aperta la seduta. Il sig. Angelo Ramella dichiara fin da subito di non approvare il bilancio presentato a firma dei sindaci e di un solo amministratore senza avere interpellato tutti i membri del consiglio d'amministrazione. In particolar modo viene contestata la partita relativa a “credito fonderia della Maddalena di lire 156.621,25 perchè non porta nessuna giustificazione ed inoltre perchè la fusione tra le due società, ritenendosi ormai un atto compiuto, non possono essere tenute distinte le due contabilità. Si invita alla risoluzione di ogni pendenza mediante un arbitrato. Parte straordinaria: si osserva che la richiesta formale fatta dal sig. Angelo Ramella e da altri consoci per il rimborso di parte del conto corrente verrebbe a togliere risorse molto importanti alla società sopratutto in un momento in cui si auspica una ripresa degli affari. Se venisse approvato questo rimborso, la società dovrebbe dare atto a un aumento di capitale o all'emissione di obbligazioni per poter provvedere agli impegni. Si invitano pertanto i soci a voler vincolare le loro spettanze per la durata della società. Il secondo e terzo punto dell'ordine del giorno rimarcano che la fusione tra le due aziende è avvenuta di fatto mediante il trasporto dei macchinari, delle scorte di magazzino di spettanza alla Fonderia f.lli Ramella & c. e anche con l'autorizzazione data dal verbale del 6 febbraio 1932. Si invita a voler risolvere ogni controversia senza rivolgersi all'autorià giudiziara ma mediante uno o tre arbitri amichevoli, diventando superflua la nomina di una commissione straordinaria. La lettura della relazione del consiglio di amministrazione agli azionisti riporta, nonostante gli sforzi effettuati, una perdita pari a lire 2.813,05 , ritenuta irrisoria in relazione all'andamento economico del mercto metallurgico nel 1932. Il collegio sindacale informa i soci che nonostante tutto non si è ancora potuto effettuare la deliberata fusione tra le due socità a causa di conflitti di interesse all'interno del consiglio di amministrazione stesso che non hanno permesso la fusione stessa. Si dà lettura del bilancio e lo stesso viene approvato con 2726 voti favorevoli e 714 contrari. Vengono effettuate le votazio per il rinnovo del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci, dove compare eletto per la prima volta il prof. Giuseppe Pella. I sindaci uscenti su invito del cav. Gallo rinunciano alla loro parte degli emolumenti. L'assemblea dei soci dà mandato al nuovo consiglio di amministrazione di voler immediatamente presentare i contratti necessari con le parti per quanto riguarda la parte straordinaria.