Un articolo per fare il punto della situazione…
Nel 2025 più di 20.000 utenti: un portale “punto di riferimento”
Molto Biellese di ieri e di oggi in 60.000 documenti e 80.000 media
Per Google Analytics e le AI, la RAB ha una forte “personalità territoriale”
Sono 100.000. Anzi, per la precisione, 102.122. O, meglio, in questo momento saranno anche di più, perché nel frattempo altro è stato aggiunto, perché la crescita è costante, quotidiana. Sono le “cose” visibili sul portale della RAB Rete Archivi Biellesi (retearchivibiellesi.it). Più di centomila elementi che riguardano il Biellese, la sua Storia e le sue storie. Nascono dagli e negli archivi, con un lavoro fisico e intellettuale senza fine e, soprattutto, senza fine di lucro. Il traguardo raggiunto val bene una pagina di giornale ed eccola qui. Un traguardo che, non serve dirlo, rappresenta un nuovo punto di partenza per altri obiettivi. Sempre con lo spirito di condivisione e di servizio che la Rete Archivi Biellesi, già quando si chiamava Centro Rete Biellese Archivi Tessili e Moda, prometteva e manteneva. L’apertura “merceologica” a tutto ciò che è biellese (non solo il comparto tessile che tuttavia, prevedibilmente, è rimasto quello dominante) e l’evoluzione dei sistemi non hanno mutato tale indirizzo, al contrario. Trentasette (a breve trentotto) soggetti conservatori compongono il patrimonio di dati e di immagini della parte del portale che si riconosce come “fabbrica” (l’area degli inventari). Attualmente sono ventitre (a breve ventiquattro) gli aderenti attivi, a fronte di chi ha aderito in passato e di chi è entrato nel novero solo ultimamente. Sedici aziende e l’Unione Industriale Biellese, tre istituti di formazione superiore, sei comuni, tra cui la Città di Biella, e la Provincia di Biella, otto tra enti culturali, di ricerca e fondazioni, una cooperativa, la Camera di Commercio e il Santuario di Oropa. L’insieme dei contenuti descritti è riassumibile in modo schematico. Le pagine riguardano: 60.000 documenti, 12.000 fotografie, altrettanti elementi iconografici (per esempio quadri) e oggetti diversi, 4.500 campionari, 1.400 audiovideo e 1.100 libri o affini. Il tutto illustrato da 80.000 media. Dal punto di vista delle schede anagrafiche o tipologiche, si contano quasi 6.600 occorrenze (in gergo tecnico EPF, cioè enti, persone e famiglie), quasi 400 argomenti e così anche per le architetture (si tratta del catalogo degli stabilimenti industriali, ma non solo). E che dire dei 2547 luoghi? Tutti geolocalizzati e ubicati su una mappa di Google. Mappa che permette di “filtrare” più di 250 percorsi tematici. Dalla interazione tra luoghi e temi è nata anche la webapp “Archìvie”, che consente di vivere Biella e il Biellese con l’agilità dello smartphone e la profondità degli archivi secondo diversi itinerari speciali. Queste cifre restituiscono una porzione comunque minima del quantitativo complessivo, come la tipica punta dell’iceberg, perché si tratta della rappresentazione sintetica di svariati milioni di fogli di carta e di altrettanti tagli di tessuto, come anche di centinaia di migliaia di immagini. Una stima fisica del suddetto patrimonio è difficile da fare, ma la sola Fabbrica della Ruota (DocBi Centro Studi Biellesi) accoglie circa duemila metri di scaffali. Ottocento sono al Centro di Documentazione della Camera del Lavoro. Altrettanti tra il Comune di Sordevolo e il Santuario di Oropa, e così via. Più ancora è notevole il quantitativo in termini digitali. Praticamente impossibile determinare i TB entro cui opera il “motore di ricerca” della RAB. Questa è la situazione della “fabbrica”. Nella porzione che viene indicata come “vetrina”, quella delle informazioni più strutturate, le pagine di approfondimento e di storytelling a disposizione sono più di 450. Il primo accesso è regolato con una ricerca semplice, “per parola”, ma anche con otto argomenti generali che orientano i consultatori rispetto al Biellese visto dagli archivi. A tutti gli effetti si tratta di un “superportale multitematico” che sempre più si presenta sul web come un punto di riferimento per le ricerche non generiche sul Biellese. Proprio Internet offre una visuale interessante sul portale della Rete Archivi Biellesi. I dati desunti da Google Analytics, rielaborati tramite alcune AI, dicono che “sebbene il volume totale di RAB sia inferiore rispetto ad altri portali di istituzioni ampiamente maggiori, l’efficacia nel generare traffico è proporzionalmente altissima. Un grande Archivio di Stato attira utenti per la mole di dati amministrativi nazionali; RAB attira 20.000 utenti su un bacino territoriale molto più circoscritto, dimostrando una capacità di attrazione specifica superiore alla media”. In effetti, i numeri disponibili per il 2025 indicano 20.328 utenti attivi, quasi tutti nuovi (20.178), con ben 78.408 visualizzazioni di pagina. In altre parole, considerando che il portale della Rete Archivi Biellesi, per genere e modalità di fruizione, non è esattamente un sito di intrattenimento popolare, circa 55 persone al giorno vi accedono e la media è la consultazione di quasi quattro pagine o “visualizzazioni” per ogni utente. Chi entra lo fa consapevolmente e, di norma, trova qualcosa di inerente alle sue ricerche. A questo proposito è significativo il dato di 1,32 minuti di durata media, cioè la persistenza sul portale è abbastanza lunga. Non una visita casuale e distratta. Questa caratteristica è confermata dalla percentuale di traffico da ricerca organica (90%). Altro numero importante è quello degli “utenti di ritorno”: 2.542. Il che significa che circa il 12,5% del pubblico torna a consultare il portale. Niente male. E va sottolineato che 1.638 utenti (8,06%) sono coloro che conoscono già l’indirizzo o lo hanno salvato. Da rimarcare anche questa deduzione: “RAB si distingue non per quanti utenti arrivano, ma per come arrivano. Il benchmark culturale: la media di settore è del 44,3%, per la Rete Archivi Biellesi è del 90,2%. Significato: RAB è estremamente più efficiente nel rispondere a ricerche specifiche su Google rispetto ai grandi portali che spesso dipendono molto di più dal traffico diretto o da campagne social”. Vale la pena anche di evidenziare la dimensione della fidelizzazione (i già citati utenti di ritorno) con un confronto con il più cospicuo portale Europeana. Su Europena torna il 13%-15% dei visitatori. Su RAB, come detto, la quota è del 12,5%. Come leggere questo dato? “Nonostante sia un portale locale, RAB ha un tasso di fedeltà quasi identico a quello della più grande biblioteca digitale europea. Chi usa RAB non lo fa per curiosità occasionale, ma lo usa come uno strumento di lavoro ricorrente”. Le AI hanno stabilito un raffronto anche con “siti analoghi per tipologia con cui RAB compete per l’attenzione degli studiosi”. In primis, Mèmora della Regione Piemonte. Quest’ultimo “è l’aggregatore regionale “fratello maggiore”. Mentre Mèmora funge da contenitore tecnico per tutta la regione, RAB ha una “personalità territoriale” più forte, che le permette di dominare le ricerche locali su Google meglio del portale regionale generico”. Inoltre, “avere il 90% di traffico organico pone RAB sopra la media dei portali culturali italiani, che spesso faticano a essere indicizzati correttamente da Google”. In conclusione, stando a un’altra AI, il sito “Rete Archivi Biellesi performa benissimo per la sua scala e nicchia (tessile + famiglie biellesi). I progetti regionali o nazionali hanno 10–90 volte più traffico semplicemente perché coprono bacini molto più grandi, non perché siano “meglio fatti”. Il vostro punto di forza è l’altissima pertinenza: chi arriva da Google con una ricerca specifica su Biella o sul tessile trova esattamente quello che cerca”. Un’ultima riflessione. “Sorprendentemente, il traffico maggiore non proviene da Biella (663 utenti), ma dalle grandi metropoli: Milano (5K), Torino (1,9K) e Roma (1K). Questo indica che il portale è uno strumento di ricerca per utenti residenti fuori provincia”. Dall’estero, considerando che il portale RAB è praticamente solo in italiano, “piccoli nuclei di utenti provengono da Francia (253), Svizzera (216) e Germania (154)”. Meglio di niente, ma è troppo poco. La svolta verso l’inglese si pone inderogabile. Altri limiti e/o margini di miglioramento? La visibilità web attraverso i social e una maggiore fluidità nella navigazione. Per l’utente non esperto il portale non è di facilissimo utilizzo. È vero che non si va sulla Luna in bicicletta, ma il meccanismo va semplificato e reso più attrattivo con una comunicazione dedicata che valorizzi il patrimonio. Su tutto questo c’è piena consapevolezza. In ogni caso, la Rete Archivi Biellesi non solo tiene, ma si proietta sul futuro con valide speranze, sempre concretamente al servizio del territorio e della sua cultura.